Intervista ad Andrea Pasini, un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio

Del risultato del voto del 4 Marzo qual’è la prima cosa che le è saltata all’occhio ?

Quello del 4 Marzo è stato un vero e proprio terremoto elettorale, con risultati che a tutti sembravano imprevedibili ma che invece non lo erano più di tanto e che consegnano all’Italia una mappa politica radicalmente trasformata nella quale a colpire è il solco profondo tra Nord e Sud del paese. Nel Mezzogiorno il Movimento 5 Stelle ha ottenuto percentuali di consenso straordinarie mentre nel Settentrione domina il centrodestra, soprattutto grazie alle performance della Lega, che però ha fatto registrare una crescita esponenziale anche al Centro e nel Meridione grazie ad uno straordinario lavoro di Matteo Salvini che è stato in grado di affrontare una campagna elettorale mantenendo costantemente una grinta e una determinazione veramente invidiabili. Di questo voto salta all’occhio in particolare la fine della Seconda Repubblica in modo anche inglorioso  per colpa dei vecchi  partiti, anzi correggo dei  politici che hanno gestito quei partiti.

Andrea Pasini, un’era si è definitivamente chiusa?

Di questo non  c’è alcun dubbio che sia così. Una fine ingloriosa ribadisco. In 25 anni i partiti della Seconda Repubblica hanno distrutto la politica di cui è rimasta solamente la personalizzazione a tutti i livelli. Date le premesse, non potevano non vincere i movimenti cosiddetti populisti che come ho sempre dichiarato sono i miei preferiti. Appunto il Movimento 5 Stelle e la Lega di Matteo Savini.

Andrea Pasini se li aspettava risultati così al ribasso da parte di Pd e Forza Italia?

Sono stati gli assi portanti della Seconda Repubblica ed è fisiologico che, in un contesto del genere, siano stati i primi a pagare. Noi italiani siamo praticamente gli unici a livello europeo a non aver conservato un nucleo di culture politiche che altrove, invece, resistono e continuano a garantire la tenuta del sistema. Ma dico anche che è meglio che sia andata cosi anche perchè l’antico proverbio ” chi è causa del suo male pianga se stesso ” adesso più che mai trova un corrispondenza nella realtà politica di questi due partiti.

Il Sud Italia ha decisamente espresso la sua fiducia nel movimento 5 stelle. Come valuta il quadro da questo punto di vista?

E’ da troppi anni che il sud italia è stato totalmente abbandonato dalla politica e di conseguenza  dallo Stato.Veniva considerato solo a spot in prossimità delle elezioni con qualche provvedimento clientelare atto a  raccimolare qualche voto e poi fatto riaffondare negli abissi. Il Mezzogiorno dimenticato  ha fatto sentire chiaramente la sua insoddisfazione ed ha voluto dare fiducia ad un movimento nuovo. Personalmente penso che questa fiducia che i meridionali hanno voluto dimostrare al Movimento  stelle non sia stato ispirato da un vero sentimento di fiducia e stima ma che sia scaturito da un sentimento dettato dalla disperazione.

In questi anni non ci sono state politiche per il Meridione. O, comunque, sono state eccessivamente timide. E la situazione anche economica è andata aggravandosi, come dimostrano i dati sulla disoccupazione..

Secondo lei sono preoccupanti  queste tendenze così contrapposte tra Nord e Sud?

Al  Nord ha vinto lo spirito anti-europeista da un lato e anti-immigrazione dall’altro incarnato aggiungerei giustamente dalla Lega. Mentre al Sud ha vinto la prospettiva dell’assistenzialismo. I partiti tradizionali hanno assecondato questo processo con promesse irrealizzabili e sono stati puniti. Come spesso avviene, in questi casi  di fronte a proposte simili si sceglie l’originale. Direi senza alcun indugio che si stia profilando un tempo nuovo dove ci auspichiamo che questo radicale cambiamento porti giovamento al nostro paese ormai dilaniato dalla crisi e da continue promesse da parte dei vecchi politicanti mai ottemperate.

Però dagli italiani non è arrivata un’indicazione chiara?

È arrivata una forte, fortissima, richiesta di discontinuità, non c’è dubbio. Ma bisognerà vedere come questo segnale inequivocabile si trasformerà in un governo per il Paese. Occorre una profonda ricostruzione del sistema politico italiano: il centrodestra e il centrosinistra  così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi  non esistono più. Ma d’altronde erano una finzione, privi di una solida cultura, di una storia e di una visione politica chiara e decisa alla loro base.

Sulla base delle indicazioni arrivate finora quale scenario ritiene più probabile?

L’Italia ha sicuramente bisogno al più presto di un governo che le possa dare stabilità. La partita, ora, è nelle mani del Capo dello Stato che potrà fare affidamento sulle procedure e sui protocolli previsti dal nostro sistema costituzionale.Stiamo a vedere come andrà il secondo giro di consultazioni. Qualora anche qua si esca con un nulla di fatto. Sulla base dei dati finora disponibili, ritengo che la soluzione più probabile possa essere un governo del Presidente.

Intervista ad Andrea Pasini Trezzano Sul Naviglio

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