“Ogni giorno che passa diventa sempre più doloroso e frustrante ammettere che nel nostro Paese spadroneggia chiunque. – afferma Andrea Pasini, imprenditore di Trezzano sul Naviglio –  Grazie alla sottomissione, più o meno zelante, della “classe dirigente”. Un paio di esempi concreti, giusto per entrare nel vivo. Quando a capo degli Stati Uniti d’America c’era Barack Obama quest’ultimo mise nel mirino Putin (senza battere ciglio davanti ai massacri organizzati dell’Isis) e noi venimmo costretti a opporre alla Russia sanzioni economiche costateci un occhio della testa, le quali hanno contributo a far fallire moltissime aziende Italiane che esportavamo prodotti Made in Italy in Russia . Altro giro altra corsa. Per non dimenticare quando fu Sarkozy, alla vigilia delle presidenziali, ad inventarsi una sciagurata guerra contro la Libia per abbattere Gheddafi. Immersi in un’opera, completamente, demenziale ci siamo arruolati, obtorto collo, per danneggiarci sorridendo. Perdemmo commesse miliardarie e petrolio, tutto pur di asservirci come se non ci fosse un domani. Per non parlare del disastro che questa sciagurata decisone ha portato in termini di immigrazione clandestina fuori controllo dalla Libia verso le nostre coste. 
Ma non è ancora finita. Perché un’attenta riflessione va fatta, soprattutto, nei confronti della Germania che ci ha profondamente assoggettati. Entriamo nel concreto. – spiega Andrea Pasini di Trezzano sul Naviglio – Angela Merkel detta la linea all’Europa pretendendo che tutte le Nazioni dell’UE mantengano le sanzioni alla Russia, ma intanto lei, zitta zitta, raddoppia il gasdotto del Nord (North Stream) con Mosca (Gazprom). Operazione che ha come obiettivo strategico quello di creare uno snodo cruciale in termini di energia per il Vecchio Continente. Naturalmente a rimanerci fregata è la solita Italia, perché nel 2014 l’UE ha accusato Gazprom di voler instaurare un monopolio sui gasdotti facendo saltare il progetto South Stream, che avrebbe visto in chiara posizione di vantaggio il nostro Paese (l’Eni era capofila). Sono i tedeschi a dettar legge. È drammaticamente chiaro che siamo una colonia. Fino a quando questa Nazione non sarà gestita da un Governo di persone con le palle d’acciaio, rimarremo lo zimbello di turno di chiunque.  
Prendiamo un’altra prova concreta: la crisi degli immigranti. L’Unione Europea ci lascia completamente soli nell’affrontare questa drammatica problematica. Quindi avviene un fatto da non sottovalutare. La tragica dipartita di un bambino curdo trovato morto su una spiaggia turca. La Merkel sfrutta l’ondata emotiva e promette di aprire le frontiere tedesche. L’emozione è planetaria, la Cancelliera teutonica assume un aspetto celestiale. D’improvviso ci convinciamo addirittura che i tedeschi abbiano un cuore. Salvo poi scoprire che la Germania ha accolto solo profughi siriani, laureati e con una visione vicina a quella Occidentale. Inganno. La famosa ripartizione dei clandestini promessa dall’Europa, con percentuali uguali Nazione per Nazione, non si è mai vista. In compenso l’UE colpisce l’Italia inventandosi una nuova procedura. Ci accusano di aver identificato solo un terzo degli immigrati. L’Italia spiega che in realtà ne ha identificati (circa) l’80 per cento, sia pure con enormi difficoltà. Una parte, di essi, non ha voluto essere identificata. Ma a sentire l’Unione Europea bisognava schedarli, comunque, con la forza. Avessimo seguito queste direttive, ovviamente, ci avrebbero indagato per violazione dei diritti umani.
Va da sé. Queste ferree regole della tecnocrazia europea valgono solo per l’Italia. Quando la Merkel recitava la parte umanitaria tuonò “prima gli uomini e poi la burocrazia” e nessuno ebbe da ridire. Ma lo sappiamo tutti, l’occasione rende l’uomo ladro. Ma non è finita. Umiliati come in occasione, qualche anno fa, del vertice europeo sull’immigrazione. C’erano tutti i capi di Stato, meno uno: Matteo Renzi. Il Premier del Paese che più di tutti deve, giornalmente, farsi carico di questo dramma. Vergognoso. Ma finché incasseremo ogni vessazione, senza rovesciare il tavolo, l’Europa esisterà solo per fare gli interessi degli altri. Andiamo oltre. Ricordate quando l’Italia, durante la crisi della Grecia, si era letteralmente svenata, facendosi carico di 40 miliardi di euro per garantire i crediti delle banche di altri Paesi, soprattutto Francia e Germania. Secondo voi è stato giusto che i crediti di privati (banche) finissero sulle spalle pubbliche (Stato)? E soprattutto è stato giusto far pagare tutto ai contribuenti italiani? Come fa un Paese con le pezze al culo, perdonatemi il francesismo, come il nostro, strangolato da un debito pubblico megagalattico, ad impegnare capitali per garantire i crediti delle banche francesi e tedesche? Ma non è finita qui. Siamo arrivati al grottesco con la vicenda delle quattro banche italiane invischiate con il bail-in. In sostanza, la Germania prima ha messo al sicuro i suoi istituti di credito e poi ha imposto una norma che impedisce agli altri di fare altrettanto. 
 Ma certo. Vi pare che l’UE possa dire no al padrone teutonico? Sono i risparmiatori italiani che vanno stritolati. E chi se ne frega se la Costituzione italiana (articolo 47: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”) non consente di far pagare ai correntisti gli errori della banche. Chi se ne frega se rischiamo il cortocircuito. I caporali tedeschi hanno stabilito che bisogna tutelare solo i loro interessi e l’Italia deve subire. Questa è la nostra situazione. – conclude Andrea Pasini di Trezzano sul Naviglio – Molti ingenui invocano il rispetto delle regole a livello europeo. Ma sono le stesse regole che per Germania e Francia permettono mille deroghe, ma nessuna all’Italia. Fino a quando accetteremo questo vero e proprio regime? Vogliamo davvero continuare a restare in Europa come polli da spennare? Non è forse ora di dire basta? Ci auspichiamo che il futuro governo che nascerà a breve, si spera! sia composto da persone coraggiose e non schiave dei poteri forti europei e che siano capaci di picchiare realmente i pugni sui tavoli europei per salvaguardare gli interessi dell’Italia e di conseguenza degli italiani che ormai stanchi e stremati hanno estremo bisogno di un concreto riscatto”. Andrea Pasini Trezzano Sul Navigli

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