Intervistiamo Andrea Pasini, imprenditore di Trezzano sul Naviglio, sulla situazione politica attuale. 
“Alberto Bagnai, economista neo-eletto tra le schiere della Lega alle elezioni del 4 marzo, alcuni mesi fa tuonava contro il Fondo monetario internazionale. La sua invettiva, lunga ed esaltante, si scagliava contro l’Unione Europea nonché la democratica tirannide composta da quei poteri forti che stanno strangolando la zona meridionale del vecchio continente. L’Italia ora ha una possibilità, una soltanto. Le consultazioni hanno espresso il loro verdetto, serve un Governo d’intesa. Larghe o strette che siano le intese devono passare dalle sapienti mani di Matteo Salvini. – sostiene Andrea Pasini di Trezzano sul Naviglio – Ma ci dobbiamo muovere perché al paese serve urgentemente un governo. Non abbiamo più tempo da perdere. “Studi come quello del Fondo monetario internazionale dimostrano che da quando siamo nell’eurozona è in atto una disgregazione delle strutture economiche dei paesi. Nel senso che l’euro avvantaggia i paesi forti e svantaggia quelli deboli. È assolutamente moderata e prudente la posizione di Salvini che si pone il problema di cosa fare ove mai uno scenario di disgregazione dell’eurozona non venisse arrestato. Quello che può arrestarlo, come dice Stiglitz, sarebbe la volontà politica dei paesi del centro dell’Europa di cooperare con la periferia dell’Europa. Ma vediamo ogni giorno di più che questa volontà non c’è”. Scriveva, così, Bagnai lo scorso febbraio sulle colonne de Il Populista. Sottoscriviamo noi 40 giorni dopo il voto”. E lei cosa ne pensa? 
 
“In ginocchio davanti alle regole di un gioco al quale gli italiani non vogliono più giocare. – risponde Andrea Pasini di Trezzano sul Naviglio – Un lavoro macchinoso e vergognoso contro gli ammortizzatori sociali. In breve tempo si può ottenere grandi vantaggi promettendo, l’inattuabile, Reddito di cittadinanza, Grillo docet, ma serve tutelare i nostri concittadini tra disoccupazione, esodati e la (sempre più) dissoluta famiglia che sotto i colpi della società odierna è in fase di crollo. Continua l’articolo: “Ad eccezione di modificare la costituzione, lì non ci sono arrivati per il voto del dicembre 2016 aggiungerei per fortuna nostra. Hanno fatto la riforma che rende più stringenti le regole di bilancio, introducendo il pareggio di bilancio in Costituzione. Hanno abolito strati amministrativi intermedi come le province, anche se in modo pasticciato creando solo una grande confusione. Sono intervenuti ulteriormente sul sistema pensionistico, con la riforma Fornero un’altra vera porcata. Hanno rivisto le norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, col Jobs Act. Queste misure sono state chieste dall’Europa 7 anni fa e dopo 7 anni vediamo quello che hanno prodotto: un disastro, un deserto nell’economia italiana”. I tecnocrati provenienti da Bruxelles scavano nella pelle del nostro tessuto sociale, facendo cadere decenni di conquiste sociali. Dalle pensioni, alle otto ore lavorative, passando per TFR e sanità il domani del Welfare State tricolore langue.
 
Davanti ad una condizione di incertezza permanente riflettevo sul passato e sul presente della Nazione. – prosegue Andrea Pasini di Trezzano sul Naviglio – In un Paese normale, tornando alla concezione fondamentale inerente al lavoro, viene considerato occupato soltanto chi guadagna abbastanza da poter mantenere se stesso e la propria famiglia. In un Paese normale, e’ inutile pensare al sessismo quando si parla di salvaguardia dell’interesse nazionale, l’uomo lavora e la donna si occupa della crescita dei figli e di tutte le annose faccende familiari. Solo così una famiglia potrà crescere sana e solida, senza sbavature. Invece oggi quegli arditi che vogliono costruirsi un avvenire ed allevare uno o più figli (per fortuna c’è ancora quale matto) sono costretti ad arrovellarsi tra mille lavori per uno stipendio da fame e l’incertezza del domani. Torniamo al tema impiego: “Se si adotta questo criterio, l’Italia è in testa alla classifica della disoccupazione. Le stime ufficiali della disoccupazione, fornite dal governo per tranquillizzarci, sottostimano molto il fenomeno: i disoccupati veri, coloro che non mantengono una famiglia col proprio lavoro, sono circa il triplo di quello che ci viene raccontato. E lo sono in conseguenza di una serie di riforme che hanno precarizzato il mercato del lavoro. Se sei in un sistema nel quale l’aggiustamento macroeconomico deve avvenire con l’abbassamento dei salari, perché il valore della moneta rispetto a tuoi partner commerciali è 1 a 1, essendoci l’unione monetaria, devi rassegnarti ad avere più disoccupati. Il PD è il partito che genera disoccupati, il partito della disoccupazione”. Ancora una volta Bagnai individua perfettamente il nesso dell’attualità, una società schiava del suo narcisismo che mette al bando la vita al fine di tramutarci in automi economici. Mettendo, oltretutto, in competizione serrata e suicida i nostri lavoratori con quelli del terzo mondo.
 
“L’economia è un sistema di vasi comunicanti: se ci sono persone disposte a lavorare per poco, il salario tenderà ad abbassarsi. Esiste anche il problema dell’allarme sociale. Accogliere i rifugiati è un dovere, ma la percentuale di costoro rispetto al totale degli arrivi è minima. Assistiamo al fallimento delle politiche di integrazione, non solo in Italia: il fallimento deriva anche dal rifiuto di un insieme condiviso di valori. Integrarsi significa assimilare dei valori, ma se i valori non ci sono non puoi assimilare nulla, così siamo tutti disintegrati, noi autoctoni e chi arriva”. Inveendo contro un sistema che celebra, in maniera concitata l’avversione a se stesso. Requiem di un disagio voluto dai pochi contro i molti, italiani, che non si arrendono e non si arrenderanno mai”, conclude Andrea Pasini di Trezzano sul Naviglio.

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