TREZZANO SUL NAVIGLIO – Sono le parole del giovane imprenditore Andrea Pasini, classe 1981, in un’intervista rilasciata questa settimana al nostro giornale: “I nostri governanti non lo vogliono capire oppure fanno finta. Probabilmente la seconda, perché per risolvere il problema dell’immigrazione selvaggia che colpisce l’Italia serve essere incisivi. Bisogna sfoderare il pugno di ferro. Lo stivale è la porta del Mar Mediterraneo e nel Mare Nostrum serve essere padroni. Padroni politicamente, padroni economicamente, padroni culturalmente e padroni militarmente. Il governo nostrano, invece, vuole cedere, a cadenza giornaliera, la propria sovranità. Dove si bagnano le nostre coste si scontrano interessi enormi, gli stessi che ogni parlamento, meritevole di questo nome, dovrebbe far rispettare. Invece dobbiamo chinare la testa, continuamente. Siete “solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo”, per fare il verso ad Al Capone, interpretato da Robert De Niro nella pellicola Gli Intoccabili. Accettiamo chiunque arrivi, subiamo passivamente. Dovremmo occupare militarmente la Libia, ristabilire l’ordine bloccando le partenze e di conseguenza gli arrivi sulla nostra penisola ed invece aspettiamo. Aspettiamo di soccombere.

Andare avanti così porterà ad una sola soluzione, quella che fa rima con la scomparsa del popolo italiano. Ridono gli stolti, ma la realtà è tragica, sempre più allarmante con il passare delle ore. Parole come sovranità sono diventate una bestemmia. L’unico zenit a cui la politica deve puntare è l’autodeterminazione della nostra gente, l’egemonia di questo Paese oltre i propri confini. Il resto sono balbuzie al vento.

Non possiamo permetterci di essere perennemente passivi nei confronti delle altre nazioni. Questo lassismo ci porta a diventare metà unica per le frotte di immigrati in cerca dell’Eldorado. Il problema va risolto in Africa. Punto. Non vogliamo aspettare anni. Come facciamo a ridurre il flusso? Non possiamo costruire un muro nel bel mezzo del Mediterraneo, dobbiamo fermare le Ong. Quest’ultime devono smetterla di prendere gli immigrati e scaricarli da noi. Il governo italiano subisce passivamente. Rassegnato davanti ad un destino nefasto. Destino che vede sbarcare uomini da ogni dove, pronti a rimanere sul nostro suolo pur non avendone i diritti. Adesso, di fatto, c’è un servizio di taxi dal largo alla terraferma. Un viaggio di sola andata per il paradiso tricolore, sempre più inferno per i suoi cittadini. Questo meccanismo dev’essere immediatamente interrotto. Va vietato alle Ong di traghettare i clandestini in Italia. Ma stiamo ancora a parlarne, senza agire. Impassibili come sempre.

Il Ministro dell’Interno, Marco Minniti, dimostra di avere a cuore la situazione, a differenza del suo predecessore Angelino Alfano capace solamente, sotto l’insegna di Matteo Renzi, di svendere per una manciata di euro il nostro paese ed inginocchiarsi all’Europa. Il tutto accogliendo centinaia di migliaia di clandestini. Inoltre, tornando sull’argomento Organizzazioni non governative, bisogna impedire a chi specula sull’immigrazione, ingrassando le proprie tasche, di sentirsi libero di operare indisturbato. Serve determinazione e uomini politici pronti a non piegarsi alle logiche del politicamente corretto.

Purtroppo per gli italiani il fulcro del dibattito quotidiano, tenuto in piedi dalla parte sinistrata dell’area politica del nostro Paese, tanto per non fare nomi Partito Democratico e centri (a)sociali, parla solamente di accoglienza e redistribuzione. Un mantra divenuto nauseabondo. Dovremmo cambiare baricentro, discutere su come fermare l’invasione. Su come tutelarci. Su come non perire senza combattere. Ancor prima di parlare di rimpatri di massa, discutere di embarghi. Discutere di schierare la Marina. Discutere di sicurezza. Inoltre risparmieremmo miliardi di euro all’anno. Soldi da destinare agli italiani in difficoltà, a quella parte di popolazione che si vede scavalcata dagli immigrati, di ogni nazionalità, che sbarcano in Italia.

Ci sono uomini politici, oppure economisti alla Tito Boeri, presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, capaci solamente di asserire che abbiamo bisogno degli immigrati. Ci pagheranno la pensione. Andranno a colmare il vuoto demografico lasciato da noi stessi. Dimenticano di raccontarci, però, che non facciamo più figli perché hanno distrutto il sacro vincolo della famiglia. Politiche pro-nascite? Politiche pro-lavoro? Neanche l’ombra. Abbiamo bisogno di giovani, ma non possiamo importarli e non possiamo sostituire gli italiani con cittadinanze costruite negli uffici della burocrazia tricolore. Dobbiamo dare spazio ai giovani di questo Paese. Bisogna sostenere economicamente le nostre famiglie, in modo da consentire un futuro prosperoso da Bolzano a Palermo. Nel mentre continuiamo a sperperare soldi pubblici per mantenere chiunque purché non sia nostro concittadino.

L’Europa vuole darci lezioni. Vuole insegnarci l’accoglienza. L’accoglienza forzosa. Ma noi non siamo disposti a prendere lezioni da nessuno, men che meno dai burocrati di Strasburgo o di Bruxelles. Comunque c’è la necessità di intervenire urgentemente. Fare qualcosa, prima che sia troppo tardi, un dovere morale. I politici nazionali ci stanno condannando a soccombere. Dobbiamo alzare la testa, ora o mai più. Davanti alla questione “risorse” rimaniamo in silenzio, subiamo angherie ed insulti da tutto il continente eppure non vogliamo cambiare registro. Ci hanno imposto le sanzioni contro la Russia, costate miliardi di euro di commesse per l’industria italiana. Nessuno ha fiatato. Anzi abbiamo sentito cori di giubilo. Pur di prendere posizione contro Vladimir Putin siamo pronti ad affogare il commercio nostrano. Aziende che esportavamo prodotti tricolori, che si mantenevano e creavano occupazione grazie a questa tratta hanno dovuto cessare le proprie attività. Questa è la situazione politica nel nostro paese. Un accozzaglia di incapaci, di cui l’Italia non ha bisogno. Bisogna tornare alle urne e gridare il proprio disprezzo verso questi mercenari. Ribadire la nostra volontà, distruggente una buona volta queste criticità che ci stanno affossando inesorabilmente”.