ABBIATEGRASSO – Di tradizioni nella nostra città, ormai ce ne sono a bizzeffe. E per quanto possiamo essere felici di mantenerle, di credere nell’importanza territoriale, arriva sempre un momento in cui si deve voltare pagina, per non finire nell’abisso vuoto del “già visto”. C’è necessità di un rinnovamento. Lo stanno facendo bene gli Amici dell’Arte e della Cultura di Abbiategrasso che dopo oltre 70 anni hanno deciso di darsi un nuovo volto. “Quando sono entrata nell’associazione lo scorso 2018 ho conosciuto gli associati e mi sono innamorata, sono tutti bravi, impegnati: delle belle persone – ci racconta Silvia – per questo nell’ultimo anno abbiamo deciso di dedicare in concomitanza con la mostra collettiva, anche quelle personali, così che tutti abbiano modo di far conoscere la propria storia artistica“. In questa edizione d’autunno, in occasione della mostra presso i sotterranei del Castello dal 3 al 10 novembre, è toccato a Ernesto Achilli e Silvia Grassi. La collettiva, invece, ha visto protagoniste le diverse tecniche artistiche: dall’acquerello, sbalzo su rame, olio su tela, assemblage dedicati a soggetti altrettanto diversi: dai paesaggi, alla figura umana fino all’arte più concettuale. La sala principale, invece, dedicata al tema: Leonardo, il Rinascimento e il Palio di San Pietro di Abbiategrasso. Qui gli associati si sono messi in discussione proponendo sculture a forma di cavallo, simbolo per eccellenza del rinascimento, riprendendo iconografie leonardesche come l’uomo vitruviano, i disegni ispirati alla Vergine delle rocce, e poi il palio con una bellissima esposizione di tutti i drappi. E poi c’è la collaborazione con le scuole. “Abbiamo deciso di avviare un contatto con il liceo artistico di Magenta, l’obiettivo è quello di invitare anche i ragazzi a produrre opere seguendo la tematica proposta per la stagione. Un connubio fondamentale sia per gli Amici dell’arte che possono trovare nuovi spunti, sia per i giovani artisti che hanno possibilità di farsi conoscere ed esporre magari per la prima volta“. Ma le novità non finiscono qui, perché gli Amici dell’Arte hanno deciso di fare qualcosa di unico: riunire tutti i cenci del Palio dal 1980 (anno di fondazione) al 2019 perché per un ventennio i cenci li hanno dipinti gli “Amici”. “Alcuni cenci non sono stati ritrovati, ma fortunatamente abbiamo rintracciato delle fotografie, di altri invece facciamo fatica a recuperare l’autore, ma resta comunque un’iniziativa interessante a cui abbiamo anche dedicato un catalogo” conclude Silvia. A quarant’anni di distanza dalla nascita del Palio gli Amici dell’Arte non potevano esimersi dal rendere omaggio a questa grande tradizione abbiatense. Ilaria Scarcella

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