ABBIATEGRASSO – Tra gli ambulanti del mercato di Abbiategrasso, martedì scorso, serpeggiavano malcontento e delusione e si confrontavano le decisioni e azioni delle amministrazioni comunali dei vari paesi dove ogni giorno si spostano a proporre le proprie merci. Un lavoro duro il loro che si svolge all’aperto, anche quando  il caldo è più torrido o il freddo più pungente, pagano uno stallo, uno spazio che gli viene assegnato dove allestiscono i loro banchi. Raccontano che mentre a Cesano Boscone, per esempio, l’Amministrazione comunale ha messo a disposizione 250.000 euro a fondo perduto per le attività commerciali e agli ambulanti hanno tolto il 20% del plateatico che corrisponde ai 70 giorni di lockdown  in cui non si è tenuto nessun mercato, ad Abbiategrasso invece, Amaga ha presentato un conto comprensivo del periodo in cui non hanno lavorato e non hanno usufruito di alcun servizio di pulizia così come della presenza della Polizia Locale. Ad Abbiategrasso si chiede di pagare comunque seppure con una possibile proroga a settembre. Chi ha protestato dice che gli è stato risposto che “la somma da introitare era già a bilancio” ma aggiunge: “Il bilancio di tutti è stato stravolto, non è una buona ragione, allora perché sindaco e assessore hanno detto che il bilancio appena approvato è modificabile e deve tener conto dell’emergenza? Ci aspettiamo un segno concreto: non ci facciano pagare per il periodo che siamo rimasti chiusi in casa senza poter lavorare. Abbiamo sentito anche ipotizzare che prima paghiamo, poi presentiamo richiesta di rimborso, ma sarebbe una perdita di tempo, ulteriore  inutile burocrazia che altri Comuni hanno saputo evitare. Ci auguriamo che vinca il buonsenso, ricordiamo che sono circa 500 gli ambulanti che, grazie anche al mercato abbiatense, sfamano le proprie famiglie”. E.G.

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