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Amaga: un rebus. Mozione di sfiducia prevista per il Consiglio comunale di stasera

ABBIATEGRASSO – Cinque le interrogazioni presentate da Domenico Finiguerra, il consigliere di minoranza di ‘Cambiamo Abbiategrasso’, all’ordine del giorno. La  1“Difficoltà Amaga SPA. Restituzione deleghe ass. Squeo”,2 “Amaga Spa situazione crediti, debiti e liquidità”, 3 “Amaga Energia e Servizi. Situazione crediti, debiti e liquidità”, 4 “Navigli Ambiente Srl situazione crediti, debiti e liquidità”,5 “Spese personale Amaga Spa e relative Società controllate”, a cui si sono aggiunte 2 mozioni dibattito presentate da Finiguerra con altri gruppi della minoranza: “situazione Amaga Spa e Società controllate (art.30,c.6, Regolamento C.C.): Cambiamo Abbiategrasso, PdL e Officina del Territorio e: “restituzione deleghe Assessore Squeo” (art.30,c.6, Regolamento C.C.) presentata dai Gruppi consiliari: Cambiamo Abbiategrasso e PdL. Come previsto dalla norma chi presenta le interrogazioni ha pochi minuti per introdurle, ascolta le risposte ai propri quesiti e dichiara poi se le ritiene soddisfacenti. Domenico Finiguerra ha iniziato ricordando la preoccupazione espressa dall’ass. Squeo rispetto ad Amaga e le visioni discordanti tra assessore e sindaco. Il sindaco ha risposto ad ognuna delle 5 domande contenute nell’interrogazione n.1, confermando che Amaga non è in crisi, che si sta lavorando per il futuro dell’azienda, che tra amministratori e vertici non ci sono contrasti, che in giunta ognuno ha il suo modo di pensare, che i rapporti con Bignamini sono ottimi. Finiguerra ha commentato: “Ancora non sono chiare le diversità di vedute, l’assessore dice che bisogna prendere provvedimenti urgenti…” Alle 3 interrogazioni seguenti che riguardavano la situazione di crediti, debiti, liquidità di Amaga Spa e delle sue 2 controllate che gestiscono  servizi di igiene urbana e la manutenzione del verde, ha risposto sempre il sindaco, indicando i dati così come aveva fatto l’amministratore unico Bignamini in conferenza stampa, dati per lo più pubblicati la scorsa settimana. Inedite invece le risposte alla 5° interrogazione relativa alle spese per il personale, e alle specifiche domande su “quanto ammonta  la spesa annua per il Direttore Generale di Amaga SpA; la spesa annua per il Direttore Amministrazione e controllo e la spesa annua per il Direttore Tecnico,la spesa complessiva per il personale inquadrato con la qualifica di “Quadro” in Amaga SpA e nelle relative società controllate;  la spesa complessiva per il personale inquadrato con la qualifica di “Impiegato” e di  “Operaio”. Il sindaco ha risposto che il direttore generale percepisce € 93.000  e all’azienda costa € 130.000, il direttore amministrativo percepisce € 66.000, il direttore tecnico € 80.000. Cifre a cui sono seguite quelle riguardanti il personale operaio e impiegato. Temi e dati ripresi nelle mozioni dibattito, a cura anche degli altri gruppi presentatari. Gornati (PdL) ha detto  che “non si può dire che Amaga è in crisi per colpa del mercato visto che opera in house per i soci, quindi forse è colpa del socio Comune”. Nicoli (Officina): “I revisori dei conti dicono che il divario tra debiti e crediti sta peggiorando ed evidenziano la difficoltà di vedere i rendiconti di Amaga”, Bottene (PdL) ritiene che “Se il Piano Industriale di Amaga è monco o ritardato, la società rallenta il passo o si ferma, il servizio è inefficiente e diseconomico”. Ancora più duro Ceretti (lista civica Vivere Abbiategrasso): “Occorrono persone competenti, se i direttori rendono si pagano, se non rendono no, i revisori ci chiedono di intervenire, non è un’interferenza quella del Consiglio, è un onore e un dovere perché si usano soldi di tutti. I revisori da tempo ci dicono che occorrono interventi strutturali, gli attuali dirigenti non l’hanno fatto, si cambi rotta e anche il timoniere”. Ranzani (Pd) ha invece richiamato a “fare attenzione alle esternazioni, a volte si esce con dichiarazioni che creano allarmismi e non fanno bene all’azienda”. Balzarotti (lista civica Per Abbiategrasso) ha dichiarato che entrerà nel merito solo quando si presenterà il Piano Industriale di Amaga, ritenendo le interrogazioni strumentali. Finiguerra ha replicato invece di ritenere necessarie le interrogazioni dopo le dimissioni dell’assessore e, con un colpo di teatro, ha detto: “Sapete da dove ho preso le mie domande? Dal sito di Amaga, dal documento pubblicato sul protocollo per la Trasparenza (di cui ha distribuito alcune copie alla stampa), le risposte avrebbero già dovuto essere pubblicate sul sito dell’azienda. Diverse le criticità emerse: il rapporto tra apicali e il resto del personale è quello di una piramide ma quasi rovesciata… si spende oltre un milione di euro l’anno per una pulizia delle strade che lascia a desiderare, 652.000 euro per la manutenzione del verde, propongo che si voti la sfiducia nei confronti dei vertici aziendali”. Un ‘cammeo’, il breve intervento di Michele Pusterla (PdL) che ha risposto al sindaco, rispetto alle sue accuse alla stampa, che le banche finanziano le aziende in base ai bilanci e non agli articoli di giornale e da manager gli ha chiesto incredulo, quali azioni sono state messe in campo, in poco tempo, per ottenere la forte riduzione dei debiti di cui si dice orgoglioso il sindaco. Il presidente Matarazzo ha messo ai voti la mozione di sfiducia da votare subito o durante il prossimo consiglio del 31 maggio, in 4 (Finiguerra e i 3 PdL) hanno votato per subito, 10 i contrari, 2 astenuti (Officina). E.G.

 

 

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