ABBIATEGRASSO – Nonostante il maltempo che non incoraggiava a uscire di casa, all’incontro di martedì scorso, organizzato al Castello dal neonato Comitato “Abbiategrasso che vorrei”, che intende contrastare il consumo di suolo e in particolare il progetto del mega centro commerciale sull’Ats2, un Piano Attuativo   chiamato Parco Commerciale sull’area di proprietà Essedue, ha richiamato  molto pubblico. Brunella Agnelli, Segretario ConfCommercio, ha invitato relatori efficaci perché testimoni che cambiare si può. I sindaci di Rosate Daniele Del Ben e Nicola Lamberti di Borgarello hanno infatti raccontato come hanno modificato le loro realtà, trasformando di nuovo in agricole aree private edificabili. Percorsi non facili e non privi di rischi ma ce l’hanno fatta insieme ai loro concittadini, dimostrando ancora una volta che la politica “può scegliere se fare il bene di tutti o di pochi”. La portavoce del Comitato che si è costituito per contrastare le scelte politiche dell’Amministrazione Nai che ritiene ineluttabile, per diritto acquisito dei proprietari, la costruzione del “Parco commerciale”, ha invece elencato i motivi per cui è meglio non farlo: perché è obsoleto in quanto anche la grande distribuzione risente un po’ ovunque della crisi. Perché modifica irreversibilmente l’ambiente, perché è dimostrato che solo apparentemente porta posti di lavoro, in realtà sono più quelle che fa perdere alle realtà commerciali più piccole. Insomma non giova a nessuno, neanche al Comune  e a quelli vicini che si trovano a subire maggiori flussi di traffico e più inquinamento. Il Comitato “Abbiategrasso che vorrei” con una petizione per residenti e una per gli abitanti dei Comuni vicini, chiede alla Giunta guidata dal sindaco Nai di ripensarci e fermare il progetto. Perché rivolgersi alla Giunta? Perché come ha detto chiaramente il sindaco di Rosate Del Ben: “Ogni scelta urbanistica è una scelta politica e non è vero come si vuol far credere, che non c’è possibilità di modificare. Il centro commerciale se lo si fa è perché l’amministrazione lo ha deciso”. Ha quindi raccontato i momenti salienti della sua esperienza di sindaco dal 2011 quando aveva ereditato progetti residenziali  di cui uno di 40.000 mq e Rosate contava 5.000 abitanti, quindi ha provveduto ad una variante al PGT per riportare l’area da edificabile a verde. La proprietà si è rivolta al Tar che ha sentenziato che in materia urbanistica “è più importante la motivazione del Comune”. Dopo 5 anni ha perso le elezioni e chi l’ha sostituito  ha fatto il contrario rendendo di nuovo edificabili le aree verdi ma quando la lista di Del Ben ha rivinto le elezioni ha riportato a verde i 20.000 mq non ancora convenzionati. “Quindi si può fare – ha affermato Del Ben – i proprietari  che avevano perso la prima volta hanno rinunciato

a ricorrere di nuovo al TAR, intanto abbiamo tolto altri 50.000 mq edificabili ritenendoli non necessari. In questi anni nonostante il Patto di stabilità da rispettare, abbiamo fatto interventi nelle scuole con nuove aule, interventi al centro sportivo,per il triennio abbiamo stanziato 1milione100.000 euro per biblioteca e pista ciclabile… Un consiglio: il tema del Parco commerciale non è avulso dalla Vigevano-Malpensa, una battaglia unica e fondamentale perché se la perdiamo niente sarà più lo stesso”. L’annunciato “intervistatore” del sindaco di Borgarello, il direttore di Altraeconomia, Duccio Facchini, ha comunicato dati preoccupanti sul consumo di suolo citando i rapporti ambientali ISPRA che dimostrano che non vengono risparmiati neanche Parchi, riserve e zone a rischio. La Lombardia è prima in classifica per il consumo di suolo. Nicola Lamberti, sindaco di Borgarello in provincia di Pavia, ha raccontato 20 anni di storia del suo comune, citando come antesignano e ispiratore di lotte in difesa dell’ambiente il cons. Finiguerra. Nel 2000 l’amministrazione di Borgarello aveva previsto un grosso insediamento di 400.000 mq e strade per 185.000 mq che avrebbero raddoppiato la superficie del Comune, nel 2009 venne approvato il PGT ma il sindaco sottoposto a indagine dovette lasciare e arrivò un commissario che nel 2011 rilasciò l’autorizzazione comunale al centro commerciale. Ma in tanti si sono attivati fino a costrigere il Comune a revocare l’adozione del Piano di Lottizzazione e nel 2016 Lamberti è riuscito ad approvare un PGT che convertiva  ad agricole tutte le aree rese in precedenza edificabili. Tante le lotte e i contrasti affrontati, le querele e i ricorsi al TAR di chi proponeva il centro commerciale che aveva offerto al Comune fino a 12 milioni di euro e posti di lavoro. È del 2016 la prima causa civile che chiedeva danni per 19 milioni e poi un ricorso al Tar che ne chiedeva 31 di milioni. “Abbiamo affrontato il ricorso – ha affermato Lamberti – sapendo di non poter pagare neanche 1 milione, Borgarello lo ha vinto, il TAR ha dato torto a Regione e ricorrenti ritenendo che il Comune ha pieno diritto a far prevalere l’interesse della collettività su quello del singolo operatore. L’amministrazione comunale ha analizzato ogni aspetto prima di opporsi al centro commerciale, soppesando vantaggi e svantaggi e, fatti bene i conti, ha dedotto che i posti di lavoro in più sarebbero stati solo apparenti perché avrebbero spostato il potere d’acquisto dal piccolo al grande, facendo in realtà perdere posti di lavoro. La villa storica da 3 milioni che volevano ‘regalarci’ alla fine il Comune è riuscito a comprarsela”. Queste testimonianze non hanno lasciato dubbi che cambiare si può. Per chiedere questo cambiamento, oltre alla raccolta firme che le varie realtà unite nel Comitato hanno inziato, il prossimo appuntamento è dalle ore 15 di sabato 14 dicembre in piazza Castello. Enrica Galeazzi

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