ABBIATEGRASSO – Nell’ambito della Rassegna “Restate in Città 2025”, l’Associazione Culturale “La Sornette” ha tenuto un concerto sabato 12 luglio nel cortile del Castello Visconteo. “La Sornette” significa burla o scherzo, ma con la musica di Emanuele Cadario prende anche il nome di “archetto di violino”. Questo musicista è il cantante del gruppo e, oltre a suonare il violino classico ed elettrico, s’accompagna con la fisarmonica e i flauti.

Il Gruppo La Sornette è nato nel 1980 per diffondere la musica etno-folk mantenendo le radici in Piemonte. È molto bravo nel mescolare musica nata nei paesi anglosassoni con quella tradizionale popolare piemontese. Senza staccare le radici dal Piemonte ha accolto nel suo repertorio brani “world music” e pop d’autore. Non dimentica la musica classica di Vivaldi, sia originale sia personalizzata. Un recente album s’intitola “C’era una volta il Folk” e raccoglie undici brani.

Questi segnalano un arricchimento delle caratteristiche sonore, armoniche e timbriche di un genere musicale da ricordare. L’accostamento dei vari stili musicali, con l’aggiunta di un pizzico di elettronica, rende “La Sornette” qualcosa di unico. Nello spettacolo di sabato hanno partecipato Silvia Fregonara alla Voce, Fabiana Giordano al Violoncello e al Basso, Stefania Forte alla Batteria, Vittorino Cadario alla Ghironda, al Bouzouki, al Dulcimer e alle chitarre acustiche. In questi tempi estremamente tecnologici, è emozionante compiere un salto nel passato ritrovando il suono di strumenti medioevali quasi dimenticati. La Ghironda è un cordofono lungo circa un metro utilizzato nel periodo romanico nei monasteri, allo scopo di insegnare musica o eseguire brani sacri.

Il Bouzouki appartiene anch’esso alla famiglia dei cordofoni. La sua origine greca porta a capire perché la sua tecnica tradizionale è basata sul virtuosismo e sulla velocità dell’esecutore. Esempio della musica prodotta da questo strumento è quella del “Sirtaki”, danza tipica greca. Il Dulcimer è uno strumento cordofono a pizzico appartenente alla famiglia dei liuti. In origine fu usato nella regione appalachiana degli Stati Uniti.

Negli anni ’60 è stato riscoperto dal movimento popolare e restò in voga fino alla metà degli anni ’70. È suonato soprattutto nella musica antica, popolare, country e medioevale. Ha preso parte anche alla composizione dei brani folk di J. Ritchie e J. Mitchell, nonché della famosa “Lady Jane” dei Rolling Stones. “Ho abbracciato il vento” non è solo uno spettacolo musicale. È un richiamo d’amore verso le musiche dimenticate. I diversi generi musicali ricordano all’essere umano che le differenze rendono unici e nel contempo uguali. I brani autenticamente popolari di culture specifiche, scritti per protestare contro le ingiustizie sociali o le convenzioni, lasciano il posto alle “Quattro stagioni” di Vivaldi. In seguito il testimone è passato alle ballate alpine, le quali hanno ricreato armonia nel mondo confuso. Il pubblico abbiatense ha partecipato entusiasta applaudendo al ritmo d’una uguaglianza e libertà scordate. Laura Cittar